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Riforma sanitaria. Peru: “Elevare la qualità dei servizi e garantire a tutti i cittadini un’equa erogazione delle prestazioni sanitarie”

Sassari, 7 settembre 2019.  “L’argomento sanità in Sardegna è troppo importante e delicato per ridurlo ad una discussione sul solo numero di Asl e su dove dovrebbero essere ubicate.”

E’ con queste parole che si apre un post pubblicato su Facebook da Antonello Peru, consigliere regionale e componente della VI Commissione Permanente competente in materia di sanità, entrando nel merito di uno degli argomenti più caldi della politica regionale: la riforma della sanità. 

“Stiamo rispettando l’impegno di abolire la Ats unica. Non dobbiamo rischiare neanche per un secondo che qualcuno pensi si voglia intervenire quasi esclusivamente sulla governance – prosegue Peru nel post – Capisco l’esigenza di definire una nuova organizzazione, passaggio indispensabile per migliorare i servizi avvicinandoli ai cittadini, ma credo sia necessario guardare con massima attenzione a come nel concreto verranno erogati i servizi stessi.
Quel che i sardi si aspettano e chiedono è infatti poter contare su una sanità che funzioni, che riduca le liste di attesa e i viaggi della speranza, ma si aspettano soprattutto di non dover trascorrere oltre dieci ore in un pronto soccorso prima di essere visitati.
Una riforma sanitaria deve prevedere una gestione adeguata e funzionale di tutte le fasi che regolano l’erogazione
dei servizi e delle cure: in questa direzione mi pare che si debba andare e si stia andando. Bisogna intervenire sulle tre direttrici naturali della sanità: la prevenzione, la riabilitazione e la gestione delle acuzie. Una governance funzionale e un piano straordinario di edilizia sanitaria, la riqualificazione dell’esistente e una elevata innovazione tecnologica al passo con i tempi.
Si devono creare in ambito territoriale le condizioni migliori per prevenire le malattie. Penso a tutte quelle attività che vanno dall’educazione sanitaria all’informazione, fino ad arrivare alla diagnosi precoce. Prevenire è fondamentale per la salute dei cittadini, ma allo stesso tempo, è necessaria per diminuire il numero delle persone costrette a dover ricorrere alle cure nei presidi ospedalieri.
Lo stesso discorso vale anche per la riabilitazione che deve poter essere effettuata in quelle strutture del territorio ad essa specificatamente destinate.
Ai presidi ospedalieri deve essere lasciata la cura e la gestione delle acuzie. Ora ci ritroviamo con ospedali nei quali i posti letto appaiono sempre insufficienti o mal organizzati, ci troviamo di fronte a lungodegenze che vengono affidate ai reparti di medicina generale, ricoveri inappropriati che hanno costi altissimi e che potrebbero invece essere evitati utilizzando le residenze sanitarie dislocate nel territorio.
Incrementare i posti hospice, sia strutturato che diffuso, per prendersi cura e accompagnare con umanità le persone che stanno lasciando questa vita.
Non si tratta solo di risparmiare ma soprattutto di razionalizzare meglio le risorse che possono essere poi destinate a migliorare altri servizi.
E sempre a questo proposito bisogna puntare ad un’organizzazione che consenta di erogare servizi all’altezza delle esigenze dei sardi: pensiamo ai vantaggi, non solo economici, che deriverebbero dal riuscire a limitare il più possibile la mobilità passiva, i viaggi della speranza in altri ospedali del continente con spese che sono a carico del sistema sanitario regionale. Anche in questo caso una sanità che funziona e che da le risposte attese dai cittadini è l’unico vero obiettivo che ci dobbiamo porre.
A chi mi chiede, dunque, in questi giorni cosa mi aspetto dalla riforma sanitaria rispondo quel che ho detto in campagna elettorale: dobbiamo puntare ad elevare la qualità dei servizi e garantire a tutti i cittadini un’equa erogazione delle prestazioni sanitarie.
È poco importante e residuale il numero delle aziende ma è indispensabile fare in modo che ogni struttura sanitaria adempia alle funzioni per le quali è destinata. A me interessa che ci sia una giusta e adeguata suddivisione di ruoli e questo riguarda anche riconoscere l’importanza della funzione esercitata dalle strutture private.
A me interessa che si cerchino soluzioni ai problemi, come sta avvenendo ad esempio con la situazione del policlinico di Sassari, per poter integrare il sistema sanità pubblica e privata come una opportunità e non un ostacolo.
In definitiva – conclude il Consigliere – interessa esclusivamente che si apra davvero una nuova stagione nella sanità della nostra Regione. Con questi presupposti sono convinto che la riforma otterrà questi obiettivi, la tutela della salute dei cittadini e l’erogazione di servizi sanitari all’altezza delle attese e delle aspettative dei sardi.”

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